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Intraprendenza eroica ed una ferma decisione di raggiungere il fronte: memorie raccolte nell'opera di Alessandro Quirino Girotti.

Il 17 marzo di quest'anno, ricorrendo il 150° anniversario della proclamazione dell'Unità d'Italia, il Comune d'Amelia ha organizzato una manifestazione celebrativa nel piazzale Boccarini. Lo stesso giorno verrà inaugurata "Piazza dell'Unità d'Italia", la nuova denominazione del piazzale.

 

Il lungo processo che ha portato alla creazione dell'odierno Stato italiano, iniziato con i moti carbonari, proseguito poi con la I e la II Guerra d'indipendenza (1848-1859), oltre alla parentesi della Seconda Repubblica Romana del 1849, si è concluso con la proclamazione del Regno d'Italia il 17 marzo 1861, dopo che la quasi totalità dei territori italiani era stata annessa al nascente Regno d'Italia (l'Umbria, in particolare, fu annessa a seguito del plebiscito del 4 novembre 1860). Con la III guerra d'Indipendenza (1866) fu annesso anche il Veneto ed in ultimo, con la presa di Roma del 20 settembre 1870, i restanti territori del Lazio.

 

Numerosi patrioti amerini hanno contribuito, anche sacrificando la propria vita, alla formazione dello Stato unitario. Ne sono testimoni interessanti documenti ed oggetti dell'epoca, raccolti e riprodotti in un opera di recente pubblicazione del Dr. Alessandro Quirino Girotti: "Il capitano Antonio Girotti in viaggio verso l'Unità d'Italia". Nel libro vengono narrate le gesta del trisavolo che mosso da intraprendenza eroica ed una ferma decisione di raggiungere il fronte , ripercorre l'esperienza garibaldina amerina.

 

Riportiamo qui di seguito, su espressa autorizzazione dell'autore, un breve estratto del libro, in cui vengono riportate le parole tratte da una lettera scritta del cap. Antonio Girotti dal fronte della I Guerra d'Indipendenza, narrando i fatti di Vicenza del 23-24 maggio 1848:

 

"(...) I razzi, le bombe, le palle di cannone piovevano sopra Vicenza in maniera che l'avresti creduta in breve incenerita. Questo primo attacco durò fino alla prima alba. Vi fu una buon ora di tregua.(...). La mano di Dio vegliò su di noi. I razzi, le bombe , le palle di cannone piovevano in ogni luogo, nelle piazze, nelle strade, nelle case, nelle barricate, in mezzo al popolo, e alla truppa (...)"

 

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